mercoledì 30 ottobre 2013

dyeing with Sambucus nigra


Continua la ricerca di piante tintorie della campagna bolognese: pronte in agosto le bacche nere, dalle sfumature violacee, del Sambucus nigra L. che cresce negli ambienti umidi e lungo i corsi d'acqua di cui è ricca la pianura.






Semplice da trovare e semplice da raccogliere.
La pianta è ubiquitaria, un arbusto di grandi dimensioni che cresce in luoghi ruderali: è sufficiente un paio cesoie per portare a casa grandi quantità di frutti.


Procedimento:
- lavare sotto acqua corrente i frutti ancora attaccati ai rametti del corimbo fiorifero
-mettere in una pentola capiente i frutti e acqua sufficiente a coprirli
- accendere la fiamma sotto la pentola e lasciar sobbollire per circa mezz'ora

ora si possono seguire due vie differenti:
1) inserire la lana mordenzata con allume (o allume e  acido tartarico)
2)filtrare il succo e poi mettere la lana nella pentola senza frutti.

-sobbollire per un'altra mezz'ora
-spegnere il fuoco e lasciare nella pentola per 24 ore
-sciacquare e  lavare la lana con poco sapone delicato

Inizialmente il colore appare viola scuro, ma col passare del tempo vira al grigio.


Il secondo bagno fornisce un colore molto più chiaro: inizialmente lilla, tende a svanire in un color grigio perlaceo.

Gli esperimenti sono continuati aggiungendo un pezzo di peltro nella pentola, una volta esaurito il secondo bagno e il colore ottenuto e un grigio tendente al verde, di sicuro effetto se ottenuto in primo bagno.



domenica 13 ottobre 2013

di curcuma e altri racconti

Questi scialle me lo annuso, lo tocco e mi sento in pace con la Terra.
Nelle giornate di nuvole grige dell'autunno questa lana che mi tocca la pelle col suo colore di sole, mi pare una carezza del cielo.
Tutti abbiamo bisogno di coccole e questa è quella che io faccio a me stessa.
Ho lavorato sodo per molte settimane, ho inventato il modello e mi ci è voluta tanta pazienza per arrivare alla fine.
363 maglie sono lunghe da lavorare, ma ne è valsa la pena.

La lana è quella che ho tinto con la curcuma, il bordo si ispira ai bordi degli scialli estoni, le dimensioni sono notevoli.
Ma il risultato rallegra appunto questo cambio di stagione, un po' travagliato su molti fronti.
E qui lo scialle nel mio cortile a prendere il sole della sera, con tutti i suoi punti a legaccio, con tutto il suo pizzo pronto a decorare una signora un po' stanca quale sono in questo periodo.
Stanca, ma soddisfatta delle mie mani, della mia voglia di imparare sempre cose nuove.

giovedì 3 ottobre 2013

mordanting with soybean

Il motivo per cui ho iniziato a tingere con i colori vegetali è semplice: voglio inquinare il meno possibile.
Sono disposta a fare tutto solo con le piante. Le piante non danneggiano la Terra, nostra madre, anzi producono ossigeno da anidride carbonica, spesso sono locali e non prevedono l'uso di mezzi di trasporto, le acque che vengono gettate dopo la lavorazione sono come quelle che gettiamo dopo aver cotto la verdura, dunque la cosa mi convince sempre di più.

Ma il mordente?
Questo allume che usiamo cos'è?
Intanto sappiamo che per ottenerlo si segue un procedimento di trasformazione a partire da minerali estratti dalla terra e poi trattati con acido solforico.

Ma è tossico?
Dunque, pare di no. Pare che l'unico problema possa essere determinato dalla presenza dell'alluminio, che effettivamente benissimo non fa.
Ma nelle quantità in cui lo usiamo come mordente, evidentemente non farà nulla.

E all'ambiente?
Pare che si possa sostanzialmente gettare giù per lo scarico senza danneggiare alcunché.


Tuttavia, già l'estrazione e la trasformazione, mi spingono a cercare nuove strade.

Ed ecco presentarsi quella della soia.
Vegetale.
Semplice.
Antica, ma attuale.

Ho provato sia il metodo tradizionale, che quello più moderno.
Io preferisco quello tradizionale, ma darò spiegazione di entrambi.

Procedimento (tradizionale):
1- pesare 30 grammi di fagioli di soia secchi
2- metterli a bagno in un litro d'acqua
3- dopo circa otto ore frullarli il più finemente possibile in un mixer, prima con poca acqua, poi aggiungendola tutta per circa un paio di minuti
4- filtrare il liquido ottenuto
5- immergere la lana nel liquido e lasciarla per circa 24 ore
6- sciacquare e far asciugare o tingere immediatamente

Procedimento (moderno):
1- acquistare latte di soia naturale, senza conservanti possibilmente e senza zuccheri aggiunti
2- diluire un bicchiere di latte di soia in cinque di acqua e mescolare
3- immergere la lana nel liquido e lasciarla per circa 24 ore
4- sciacquarla e lasciarla asciugare o tingerla immediatamente


NOTE:
Prossimamente proverò anche con il metodo della pentola, del colore e del latte di soia tutti in uno, durante la bollitura